Strumenti software liberi e dati aperti

La nostra Cooperativa predilige l’uso di software Open Source.

Nella realizzazione dei nostri progetti supportiamo il software geografico libero attraverso l’utilizzo e la promozione di componenti distribuiti con licenza open per l’intera filiera dei Sistemi Informativi Geografici: sistema operativo,  application server, server cartografico, client desktop, librerie WEB, geo-database, etc…

Promuoviamo l’uso e la diffusione di dati rilasciati con licenza open (Open Data) e distribuiti secondo gli standard definiti da organi internazionali.

Organizziamo inoltre cicli formativi dedicati allo svolgimento di specifiche attività ambientali mediante l’uso di strumenti liberi.

In diverse occasioni abbiamo finanziato determinati sviluppi di componenti o software rispondendo a chiamate di crowdfunding.

Individualmente inoltre molti di noi fanno parte dell’Associazione Italiana per il Software Geografico Libero, GFOSS.it e si dedicano alle attività di promozione e formazione del software geografico libero.

Dal 2008 ad oggi abbiamo partecipato a tutti i convegni internazionali organizzati in questo ambito, il GFOSS day e il GRASS Meeting, così come anche il FOSS4G-it e OSM-it, organizzati in collaborazione con Wikimedia Italia.

 

Perchè Open Source?

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Libero ed Open Source (Free and Open Source Software, FOSS) è il software che viene distribuito con una licenza che ne garantisca la libertà di essere usato, studiato, modificato e ridistruibuito.

Queste 4 libertà fondamentali fanno si che il software venga sviluppato e mantenuto da comunità di sviluppatori, anziché da una singola azienda, come generalmente avviene per il software proprietario.

Una comunità Open Source è generalmente costituita da diversi programmatori che partecipano attivamente al progetto di sviluppo anche da realtà e paesi diversi, e molto spesso è molto dinamica.
Questo aspetto rende le comunità estremamente stabili in quanto indipendenti da logiche di mercato di singole realtà o paesi.

Il mantenimento e lo sviluppo di un software FOSS sono estremamente stabili in quanto non sono influenzati dalla “stabilità” di una singola impresa ma da un gruppo di professionisti che non dipendono da logiche di mercato e di impiego.

Nel software FOSS l’utente ha un ruolo molto più incisivo sul miglioramento del programma stesso in quanto può partecipare attivamente con la comunità di sviluppatori (attraverso forum e mailing list) per la richiesta di nuove funzionalità e la segnalazione di malfunzionamenti (bug).
In questo senso, un software FOSS è generalmente migliore rispetto ad un software proprietario in quanto la programmazione dei rilasci delle nuove versioni (migliorate e ripulite degli “errori”) non dipende da logiche e tempi di vendita delle licenze e dei servizi di manutenzione, ma dipende solamente dalla stabilità dei miglioramenti realizzati.

Un software FOSS, essendo il codice di cui è composto disponibile a tutti (generalmente in rete), ha un numero maggiore di sviluppatori in grado di modificarlo, ottimizzarlo, personalizzarlo, documentarlo e tradurne l’interfaccia.

Un numero maggiore di sviluppatori è quindi in grado di intervenire sulle “personalizzazioni” ed utilizzi del software stesso, facilitandone quindi il riuso.

 

 

Nella Pubblica Amministrazione

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Per la PA, l’uso di software FOSS è legiferato dal “Codice dell’amministrazione digitale” (CAD) dal Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82 (aggiornato al decreto legislativo 26 agosto 2016, n. 179) che all’Articolo 68 recita:


1. Le pubbliche amministrazioni acquisiscono programmi informatici o parti di essi nel rispetto dei principi di economicità e di efficienza, tutela degli investimenti, riuso e neutralità tecnologica, a seguito di una valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico tra le seguenti soluzioni disponibili sul mercato:


a) software sviluppato per conto della pubblica amministrazione;


b) riutilizzo di software o parti di esso sviluppati per conto della pubblica amministrazione;


c) software libero o a codice sorgente aperto;


c-bis) software fruibile in modalità cloud computing;


d) software di tipo proprietario mediante ricorso a licenza d'uso;


e) software combinazione delle precedenti soluzioni.


1-bis. A tal fine, le Pubbliche Amministrazioni prima di procedere all'acquisto, secondo le procedure di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, effettueranno una valutazione comparativa delle diverse soluzioni disponibili sulla base dei seguenti criteri:


a) costo complessivo del programma o soluzione quale costo di acquisto, di implementazione, di mantenimento e supporto;


b) livello di utilizzo di formati di dati e di interfacce di tipo aperto nonché di standard in grado di assicurare l'interoperabilità e la cooperazione applicativa tra i diversi sistemi informatici della Pubblica Amministrazione;


c) garanzie del fornitore in materia di livelli di sicurezza, conformità alla normativa in materia di protezione dati personali, livelli di servizio tenuto conto della tipologia di software acquisito.


1-ter. Ove dalla valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico, secondo i criteri di cui al comma 1-bis, risulti motivatamente l'impossibilità di accedere a soluzioni già disponibili all'interno della pubblica amministrazione, o a software liberi o a codici sorgente aperto, adeguati alle esigenze da soddisfare, è consentita l'acquisizione di programmi informatici di tipo proprietario mediante ricorso a licenza d'uso. La valutazione di cui al presente comma è effettuata secondo le modalità e i criteri definiti dall'AgID.

 

Il nostro Curriculum

L’incidenza dell’utilizzo di software Open Source e di dati aperti nella realizzazione dei progetti della Cooperativa ALVEO è visibile nella tabella dei lavori svolti.